Il cigno di Giaveno giocava in casa...
... e a casa s'è portato il titolo più ambito. Da tre anni è con noi e l'ha già vinto due volte. Mica cazzi. Sorride sempre, mai una polemica. La Solda ce l'ha nel cuore. Porta anche Francesca in mezzo alle bestie di Neanderthal che siamo diventati sabato sera, sicuro che le piacerà. Beve sambuca come fosse gatorade, perchè lui si reintegra così. E' l'ultimo ad arrivare sabato mattina, ma il primo ad essere là col cuore. Quando vede la SUA squadra riunita sotto il gazebo gli scappa un sorriso sornione dei suoi, perchè lui sa che la vittoria di Giaveno è stare là insieme. Comunque vada.
Domenica mattina apre gli occhi e si accende una siga. Poi beve una birra. Dopo pochi minuti si becca Ermanno Mazinga al centro e lo manda al manicomio.
Quando in semifinale patisce gesù cristo Patanè mi assicura che nel set successivo gli farà il culo e la sua promessa diventa un debito già saldato. Dopo è una discesa: VITTORIA.
Quando gli Arturo mi hanno confidato di invidiarci i centrali perchè hanno sempre il sangue negli occhi ho pensato a LUI.
Quando Piero si è tolto la maglia ho pensato che ha ancora tanto da imparare da LUI.
Ma la classe e l'attaccamento alla maglia non si insegnano.
O ce l'hai come il CIGNO o sarai sempre una bandieruola.

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